Differenze tra Viaggiatori e Turisti

Il viaggio per me conta moltissimo, e risulta essere per questo che spesso non riesco a rinunciarci, anche quando mi sono trovata ad essere una stagista che guadagnava 600 euro al mese. La crisi adesso sta facendo riflettere molti italiani, e non solo, che cercano di riorganizzare le loro priorità, ma il viaggio risulta essere sempre un bene primario. Forse avvertiamo spesso la voglia di evadere, o comunque lo riteniamo al pari molto formativo, oltre che rilassante.

Io farei veramente di tutto pur di non rinunciare ad almeno un viaggio all’anno, ma è ovvio che spesso mi trovo a cercare soluzioni più economiche. Questa volta pensavo di concedermi almeno due settimane, non essendo partita per le vacanze natalizie, ma sfogliando i cataloghi, ho notato che le soluzioni che venivano proposte erano quasi tutte abbastanza care. Allora armandomi di internet e delle mie conoscenze mi sono confezionata un viaggio su misura, adattandomi al posto poltrona di un traghetto, non concedendomi il lusso di una cabina. Ma quando tornerò sarò ricca di esperienze e emozioni,

In ogni caso, gli italiani non ci pensano nemmeno due volte a rinunciare alle proprie vacanze. Dopo mesi e mesi di lavoro è infatti un lusso che tutti desiderano concedersi.

Viaggiatori e turisti non sono però uguali.

Il viaggiatore culturale parte alla ricerca di un contatto profondo con la cultura del paese visitato. Prima di partire, legge libri o racconti di altri viaggiatori. Evita i viaggi organizzati di massa e, quando può, i periodi più affollati come le vacanze estive. Se poi è un viaggiatore indipendente, cerca di mangiare negli stessi luoghi frequentati dai locali, usa i mezzi di trasporto pubblico, ama osservare la vita quotidiana delle persone ed interagire con loro.

Eppure, per quanto il viaggiatore si sforzi di raggiungere un’esperienza autentica, si ha sempre l’impressione di essere un turista. Te lo ricordano gli sguardi dei locali; le offerte di souvenir e cartoline ad ogni angolo della strada;,i rischi di essere imbrogliato.Ricordo per esempio che, a Mysore, ogni giorno capitasse di  incontrare qualcuno che ti spiegava come tu fossi davvero fortunato ad essere lì in un giorno di festa, la festa dell’incenso, e ti invitava a seguirlo per assistere alla preparazione artigianale delle bacchette di incenso.

Nella speranza di vendere incenso ed olii essenziali. E quindi anche pratiche di vita quotidiana sembrano messe in scena per il turista e tradizioni ormai abbandonate vengono recuperate a beneficio del pubblico dei visitatori, come certi spettacoli di danze folcloristiche o certi rituali. Spesso l’ostacolo più grosso all’autenticità è il tempo, che ci intrappola nel ruolo di turista e ci impedisce di essere fino in fondo viaggiatori.