Cosa Bisogna Sapere sulla Birra

Chi di voi almeno una volta non l’ha bevuta, magari bella fredda sotto il caldo estivo. Allora se anche voi non potete farne a meno, leggete qui, scoprendo tutto ciò che c’è da sapere sulla birra.

La birra

La birra è sicuramente una delle bibite a gradazione alcolica più conosciuta in tutto il mondo. La birra viene prodotta grazie alla fermentazione di un organismo unicellulare del regno dei funghi, che può essere di diversi tipi, insieme agli zuccheri che derivano da sostanze amidacee. Sicuramente quella più utilizzata è quella del malto d’orzo. Il malto d’orzo è una delle varianti dell’orzo di tipologia germinato che viene poi essiccato. Ovviamente non c’è solo il malto d’orzo che può essere utilizzato, vengono utilizzati molto anche il frumento, il mais anche se spesso utilizzati insieme all’uso dell’orzo. Ci sono anche altre piante ma sono utilizzate molto di rado, come la patata o il miglio, utilizzate in particolari parti del mondo come l’Africa o il Brasile. Per la produzione di questa bevanda, il malto viene introdotto in vasche di acqua calda, dove vengono aggiunti degli enzimi, insieme a quelli già presenti nel malto e gli amidi si trasformano in zuccheri fermentati. Il prodotto che ne esce fuori che è di forma zuccherosa, può prendere anche il sapore di altri aromi, come quelli della frutta o del più conosciuto luppolo. Dopo questo passaggio, viene utilizzato un lievito che fa partire la fermentazione, che di conseguenza genera la formazione dell’alcool, di anidride carbonica e di altre sostanze che vengono espulse dalla respirazione dei lieviti. Tutto questo processo può ovviamente avere più varianti, sia a livelli del tipo di ingredienti utilizzati e sia per i metodi utilizzati. Il lievito utilizzato e il tipo di produzione vengono solitamente utilizzati per dare una classificazione alle birre. Le categorie solitamente sono: ale, lager o le lambic che sono quelle a fermentazione spontanea. Quest’ultime sono prodotte esclusivamente a Bruxelles, le birre prodotte al di fuori del Belgio prendono il nome di lambic-style, proprio per essere distinte da quelle originali. A differenza delle ale o lager, le lambic vengono prodotte con ceppi di lievito selezionati con cura e il mosto della birra viene sottoposto alle esposizioni dei lieviti selvatici e ai batteri autoctoni che si trovano nelle zone della Senne a Bruxelles.

Produzione e vendita di birra

Ovviamente con il passare degli anni sono moltissime le case produttrici che hanno iniziato la vendita di birra, producendo così moltissime marche. Abbiamo la Bud, è una lager e sicuramente risulta la più conosciuta, è una birra chiara e risulta essere abbastanza leggera, la Fosters anche è una lager, di origine australiana, ha una gradazione di 5°, è ottima per dissetare non risultando molto frizzante; la Guinness, è una draught di origine irlandese, è una birra scura e sicuramente risulta più corposa rispetto a tante altre birre, ha un gusto molto particolare, simile alla liquirizia. Infatti non piace a tutti, l’Heineken è una lager olandese, molto vista sulla pubblicità e di conseguenza molto conosciuta, la Ceres è di origine danese e risulta essere una delle birre più alcoliche in commercio, visti i suoi 7 gradi di gradazione alcolica, ma è buona se si beve accompagnata da stuzzichini o da sola, la Becks e di origine tedesca e ha un sapore leggermente più amaro rispetto agli altri, la Forst è di origine italiana e nello specifico viene prodotta a Bolzano, anche questa con un sapore amaro e un retrogusto particolare, la Moretti anche di origine italiana è una pils, ottima da bere con i cibi salati, la Splugen è una lager italiana, ha un tappo a vite che la caratterizza, ed è una chiara. La Warsteiner è una premium tedesca, ed è una birra chiara. La Tennents è una doppio malto, molto alcolica e con sapore intenso. La Bjorne è di origine danese, è un doppio malto, e rientra in una delle più alcoliche, con 8,3 gradi. La Hofbrauhaus è la birra tipica di Monaco di Baviera, buonissima nella versione chiara e ovviamente ha una sua propria birreria di produzione nella città. La Franziskaner è una weizen, riconoscibile dal logo con il frate, ha un sapore e un profumo molto particolare. La Lapin Kulta è una birra di origine finlandese extra strong.

I prezzi della birra

Essendo di molti tipi, le birre hanno anche differenti modi in cui sono vendute e ovviamente anche i prezzi sono variabili. La birra può essere venduta sia il lattine, sia in bottiglia, in latte più grandi o piccoli barili o ultimamente sono vendute anche alla spina. Le bottiglie solitamente sono vendute nel formato da 33 cl, e hanno un costo che non va sotto l’euro e venti. La realtà però, soprattutto per quanto riguarda la birra alla spina, nel caso andassimo a fare una ricerca più approfondita, non è proprio così economica.

Se parlassimo con un birraio, ci viene detto che fare impresa di birra non è così facile, molti costi di gestione, di macchinari di prodotti, tasse, il che non risulta essere di certo un bene. Chi acquista quindi la birra per poi rivenderla, si ritrova ad acquistare ad un costo che non è mai inferiore ai 5 euro, il che comporta poi rivenderla al pubblico ad almeno 8-9 euro. Ma nel caso la birra non fosse poi così buona da essere venduta a 9 euro? Si saranno investiti soldi senza motivo. E ovviamente l’intera merce il più delle volte rimane invenduta. Su una stima del 100% solitamente ne risulta venduta appena il 15%. Per un impianto da 1000 litri (2 produzioni a settimana), il costo totale è stato stimato attorno ai 0,741 euro tra prodotti, macchinari, energia e calcolando che ci vorranno almeno due operai fissi e almeno uno part time per la gestione amministrativa. Aggiungiamo un 25% per le spese pubblicitarie. E passando poi all’imbottigliamento, tra tappi, etichette, scatole e vetro, arriviamo ad una spesa che ammonta a 0,541 euro. Sommando le due spese quindi il costo di una bottiglia appena uscita dalla fabbrica sarà attorno all’euro e dieci, mentre al litro arriviamo a due euro e venti. Così con questi calcoli più dettagliati, torniamo appunto ai prezzi di cui avevamo parlato ad inizio paragrafo.

Gli ingredienti per fare la birra

La birra può essere fatta con molti tipi di cereali. Qualsiasi tipo di cereale utilizzato deve essere trattato appositamente per la produzione della birra, perché gli zuccheri presenti dovranno diventare fermentabili. Fare la birra significa optare o per la cottura o in altri casi per il cereale che deve essere maltato. Una volta preparata la miscela, ossia la quantità di grano che servirà per preparare il mosto, ricordiamo che può essere fatta da un solo tipo di malto, da un insieme di malti, oppure da malti e grano. Ovviamente le proporzioni e il tipo di miscela che vengono utilizzati sono molto fondamentali, questo perché determineranno quello che sarà il tipo di birra che si vuole produrre.

I tipi di malti che vengono utilizzati vengono divisi in tre categorie: malti base, malti additivi, malti misti e cereali crudi. I malti base sono quelli che hanno una colorazione più chiara, i meno cotti e solitamente vengono usati da soli per la formazione della miscela e producono quei tipi di birra che poi prendono il nome di lager, pils o pale. I malti additivi hanno una colorazione più scura, dall’ambra al nero, sono cotti parecchio. Rispetto ai malti base, vengono usati in piccole dosi e soprattutto per dare colore e sapore alla birra. I malti misti sono invece quelli che vengono utilizzati sia come base che come additivo, e rientrano i malti che hanno una tonalità di color caramello. I cereali crudi vengono utilizzati soprattutto per il gusto e l’aroma e vengono utilizzati in piccole dosi. Ad oggi poi vengono aggiunti degli additivi aromatici per dare i caratteristici sapori alle birre, e sicuramente il più conosciuto è il luppolo. Della pianta del luppolo vengono utilizzati i fiori femminili che non sono stati fecondati. Anche il luppolo ha diverse categorie. I luppoli amari, che apportano più acidi che aromi, i luppoli aromatici che sono l’esatto opposto di quelli amari e i luppoli misti che apportano sia le caratteristiche amare che aromatiche.